L’autore decide di cominciare la sua analisi, partendo da una scena svoltasi nel quarto libro della serie:
Draco sente Ron domandare ad Hermione chi sia il suo accompagnatore al Ballo del Ceppo, e si intromette nella conversazione, esprimendo stupore riguardo al fatto che qualcuno si sia offerto di accompagnare Granger – una secchiona dai prominenti denti frontali – alla festa. Harry e Ron intervengono immediatamente in difesa della loro amica, ma il loro intervento non è necessario dato che Hermione, dirigendo il suo sguardo oltre Malfoy, chiama il professor Moody. Draco impallidisce all’istante, e si guarda attorno per individuare il docente, scoprendo che lui se ne sta seduto al tavolo degli insegnanti, completamente immerso nei suoi pensieri. Hermione sferra il suo colpo finale sul ragazzo, chiamandolo “furetto”, e allontanandosi ridendo con Harry e Ron.
In questo passo del libro si può notare come Hermione riesca a tenere testa a Malfoy con il semplice uso di poche parole selezionate, ottenendo maggiori risultati di quanti i suoi due amici ne abbiano mai ottenuti, avvalendosi dell’uso della bacchetta. La ragazza è capace di fare ciò perché, a differenza degli altri 2, lei è perfettamente in grado di controllare la sua rabbia, usando espedienti diversi per intimidire Draco. Lei sa cosa lo spaventa, lo irrita e lo sconvolge, e usa questa consapevolezza per affrontarlo avendo la meglio; ed è facile notare come Hermione riesca a far reagire Malfoy diversamente a lei, rispetto al modo in cui lui reagisce agli altri. La relazione the D e H è in continuo susseguirsi di insulti, motivazioni ambigue, passioni anche negative, orgoglio e pregiudizio, che tendono ad unirsi in una mistura di interessanti innuendo.
Hermione è una ragazza diligente, logica ed emotiva, considerata per questo la strega più brillante della sua età. La sua voglia di apprendimento va oltre qualsiasi capacità di comprensione, tanta è la sete di conoscenza che la porta a voler eccellere sempre e dovunque, e a voler conoscere tutto, sempre. Hermione è una ragazza coraggiosa e disponibile, che non si tira mai indietro quando un amico ha bisogno del suo aiuto, combattendo fianco a fianco con lui, qualsiasi situazione egli si trovi ad affrontare; ma lei è anche piena di ideali e valori morali, tanto che fonda un’organizzazione volta alla liberazione degli elfi domestici, reputando ignominioso che degli esseri viventi vengano trattati come se valessero meno di nulla.
Viziato, arrogante, millantatore ed esibizionista. Queste sono le caratteristiche che descrivono Draco Malfoy. Nemico dichiarato di Harry, Draco fa di tutto per umiliare e mettere il ragazzo in cattiva luce, cercando di mettere anche i suoi amici in situazioni poco favorevoli. Il fatto che Draco sfidi Harry più di una volta, dimostra come il confronto con gli altri non lo spaventi, anche se “coraggio” è una qualità che decisamente non gli si addice: in fatti, in più di un’occasione egli dimostra la sua codardia. Malfoy valorizza la famiglia, la purezza del sangue e la condizione sociale più di ogni altra cosa. Ma, nonostante il potere detenuto dalla sua casata, Draco non riesce a battere Harry nel Quidditch, o Hermione nei voti, o Ron nella sua posizione di migliore amico di Potter. Per questo lui cerca sempre di allearsi con coloro che detengono il potere effettivo, come Dolores Umbridge nel 5° libro.
Così, cosa accade quando Hermione e Draco collidono? Risulta facile immaginarlo, se si considera l’interazione che i due hanno nel 2° volume, quando Malfoy si vanta di avere ottenuto un posto nella squadra di Quidditch, mostrando con orgoglio le scope che suo padre ha regalato all’intero team. È ben nota la reazione di Hermione, che gli fa immediatamente notare come nessuno dei Grifondoro si sia comprato un posto in squadra, essendo essi stati scelti per il loro talento. Ed è altrettanto conosciuta la reazione del ragazzo a quelle parole: “Nessuno ha chiesto il tuo parere, piccola sudicia mezzosangue”.
Adesso, Hermione non si fa intimidire dall’esaltazione che Draco opera riguardo alla posizione sociale sua e di suo padre, colpendolo laddove lei sa che farà più male: l’orgoglio. Qui è da notare come il momento di gloria che Malfoy sta vivendo, sia rovinato dall’affermazione di Hermione, che lo ridicolizza davanti ai suoi compagni di squadra. Ma Draco potrebbe essersi vendicato mettendo in evidenza la paura che la ragazza ha di volare, o prendersi gioco del suo aspetto fisico; ma lui non fa nulla di tutto ciò, usando invece la parola peggiore che qualcuno possa rivolgere a qualcun altro nel mondo magico. Perché si comporta così? Per il semplice motivo che Hermione è stata capace di vedere oltre quello che gli altri vedono, mettendo allo scoperto la verità su come lui sia stato ammesso in squadra. Così Draco, toccato in modo violento dalle sue parole, decide di ferirla avvalendosi di una frase così spregevole, da distratte l’attenzione degli altri su quello che è appena successo, rendendo di Granger il punto focale del discorso. E il suo piano funziona: è nota a tutti la reazione della ragazza a quel commento.
Al terzo anno poi, Hermione picchia Draco usando tutte le forze in suo possesso, irritata dall’aggettivo “patetico” che Malfoy rivolge ad Hagrid. Ma c’è qui da notare il livello di stress a cui la ragazza è stata sottoposta sin dall’inizio dell’anno scolastico: la situazione di Harry, Lucius Malfoy e il Comitato delle Creature Magiche, contribuiscono in larga scala al bagaglio di emozioni contrastanti che lei si porta dentro. In quell’occasione, Draco avrebbe potuto prendersi gioco di chiunque altro, e usare parole totalmente differenti, ma il risultato sarebbe stato lo stesso. In più, dopo quell’episodio, Hermione salta la lezione di Incantesimi, poiché intenta a ripensare allo scontro avvenuto tra lei e Malfoy. Adesso, vedendo la cosa dal punto di vista di Draco, sorge spontaneo a tutti domandarsi il perché il ragazzo decida di ritornare nei sotterranei, invece di vendicarsi dell’affronto subito, riferendo ai professori dell’accaduto: Hermione sarebbe sicuramente finita nei guai per aver attaccato un altro studente… Anche in questo caso, si potrebbero trovare diverse spiegazioni: Malfoy è stato colpito da una ragazza, una che lui stesso chiama “mezzosangue” e considera inferiore; e probabilmente la semplice idea che quella notizia potesse circolare gettando ridicolo sulla sua persona, è stata abbastanza per impedire al mago di riportare quanto avvenuto. Non è però da trascurare il dettaglio che, quando Malfoy viene ferito da Fierobecco, egli non perde un solo istante a fare della sua situazione una questione di stato, teatralmente comportandosi da vittima, solo per vendicarsi dell’Ippogrifo – facendolo condannare a morte – e sentirsi al centro dell’attenzione. Quindi Draco non si fa molti scrupoli ad usare le proprie ingiurie come mezzo per raggiungere i suoi scopi. Eppure, nell’episodio dello schiaffo, Malfoy non fa nulla di tutto ciò, e questo può essere spiegato con il fatto che, colto di sorpresa, egli non sappia come agire. Draco è sempre in prima fila quando si tratta di usare le debolezze altrui per “annientare” il nemico, ma Hermione gli dimostra in diverse circostanze di non poter fare lo stesso con lei. È sempre lei che alla fine si trova ad avere il controllo della situazione, e questo lo stordisce.
L’anno successivo, alla finale di Coppa Mondiale di Quidditch, l’attacco dei Mangia Morte spinge Harry, Ron ed Hermione ad allontanarsi dal campo per raggiungere la tranquillità dei boschi. Lì i 3 adolescenti incontrano un solitario Draco il quale, dopo aver scambiato qualche sgradevole battuta con i 2 ragazzi, avvisa la strega di stare alla larga da quel posto perché, essendo lei una nata babbana, i maghi oscuri avrebbero potuto farle del male. Adesso la domanda rimane: Perché? Perché Draco si rivela ai tre amici, mettendo Hermione in guardia? La ragazza è sempre la stessa che lui ha disprezzato per anni, ed è nota a tutti la scena del secondo libro della serie, quando Malfoy si augura che la vittima successiva del Basilisco sia proprio Granger. Se lui la odia così tanto da desiderare la sua morte, perché allora aiutarla, tradendo in un certo qual modo il suo stesso padre, uno tra i Mangia Morte che stanno attaccando lo stadio? Questo dimostra che i sentimenti di Draco nei confronti di Hermione stanno cambiando e, anche se è azzardato parlare di sentimenti romantici, qui è ben chiaro il passaggio dall’odio accecante, a qualcosa leggermente diversa da questo. Inoltre, durante il viaggio di andata verso Hogwarts sull’Hogwarts Express, Malfoy abbandona lo scompartimento dove Harry e i suoi amici si trovano, solo dopo che Hermione glielo dice; eppure Harry gli ha detto la stessa cosa solo pochi secondi prima. E al Ballo del Ceppo, quando la ragazza fa la sua comparsa in Sala Grande con il suo elegante vestito blu pervinca, Draco rimane senza parole e senza fiato alla sua vista (come d’altronde il resto della stanza), senza trovare il coraggio di lanciarle uno dei suoi insulti. Al quinto anno inoltre Malfoy entra a far parte della Squadra di Inquisizione istituita dalla Umbridge. In uno dei suoi giri di perlustrazione egli si trova di fronte al trio; ma, mentre egli non perde l’occasione per insultare Harry e Ron, non fa assolutamente la stessa cosa con Hermione, rivolgendosi a lei semplicemente con un “Granger”
Adesso, se si considera il rapporto che Draco ha con il trio sin dal 1° libro, si noterà che dopo il 3° anno, egli continua sempre ad umiliare ed affibbiare nomignoli insultanti ad Harry e Ron, ma non fa più lo stesso con Hermione. A partire dall’episodio dello schiaffo, a continuare con l’avvertimento di stare alla larga dal bosco, per finire al silenzio quasi reverenziale durante il Ballo del Ceppo, si nota come la percezione che Malfoy ha della ragazza vada cambiando; certo, egli pronuncia il nome “Mezzosangue” in altre occasioni, ma non lo fa con l’intenzione di offendere o ferire, dato che utilizza il sostantivo come semplice constatazione. E, anche se questi dettagli non necessariamente presuppongono lo sviluppo di sentimenti romantici nei confronti di Hermione, sono però la base su cui potrebbe poggiarsi una relazione futura. Una cosa molto importante da considerare a questo proposito, è che la strega non nutre nei confronti di Draco lo stesso odio che i suoi amici invece provano: a lei danno semplicemente fastidio gli atteggiamenti che egli assume la maggior parte delle volte. Inoltre, quando lui non si comporta male nei suoi confronti (o nei confronti di chiunque altro), Hermione lo tratta come tratterebbe qualsiasi altra persona, preoccupandosi per lui quando l’Ippogrigo lo aggredisce, e quando Moody lo trasfigura in un furetto. Per quanto riguarda Draco, essendo lui l’erede di una delle più potenti famiglie purosangue del mondo magico, si dovrebbe supporre che il suo odio per Hermione – una nata babbana – dovrebbe essere maggiore rispetto a quello provato per Harry e Ron. Ma le cose non stanno affatto così.
Quindi, come si può ben notare, il libro fornisce tutte le carte per una possibile relazione tra la coppia D/H, che nelle fanfiction potrebbe essere sviluppata in infiniti modi diversi, a partire dallo scontro tra i loro valori morali e i loro ideali, a finire con un’attenta analisi psicologica dei personaggi, e dei cambiamenti che lentamente subiscono